L’era delle tende

The Art of Painting 
*oil on canvas 
*120 x 100 cm
*1666 - 1668 
*signed: I Vermeer (at the bottem of the map)

In passato la tenda non era solo usata come tenda da finestra, ma utilizzata ad esempio per dividere lo spazio di un locale e stabilire delle separazioni temporanee o anche per chiudere vani armadi; nel Settecento, le tende venivano impiegate per coprire le strutture delle biblioteche per proteggere i libri, si usavano davanti a quadri o arazzi per proteggerli dalla luce e dalla polvere oppure davanti a specchi per evitare che il sole potesse scurire o appannare il foglio di stagno con cui questi erano realizzati. Nella storia la più diffusa è certamente, dopo quella alla finestra, la tenda da letto, detta Cortina, nata anch’essa dall’esigenza di ripararsi dal freddo. Il letto a colonne era avvolto ermeticamente in un’armatura di tende; il loro uso era già molto diffuso nel medioevo. Fino al XIV secolo, l’alternativa alle tende era costituita da grosse ante di legno che avevano il difetto, una volta chiuse, di far piombare la stanza nell’oscurità più totale. Sul finire del XIV secolo, vengono inseriti alle finestre particolari telai che permettevano di tendere bande di tessuto imbevute nella trementina (resina di pino), in sostituzione del vetro, materiale ancora troppo costoso e delicato, fornendo una specie di compromesso tra le ante di legno e il vetro.
Intorno alla metà del XV secolo, la tela venne sostituita dalla carta, meno resistente, ma una volta ben oliata, maggiormente trasparente. Solo a partire dalla seconda metà del XVI secolo, troviamo le prime applicazioni di vetro bianco alle finestre, ma la tenda rimane comunque indispensabile schermo per la luce. In pieno Illuminismo si diffuse l’uso della tenda a pacchetto, costituita da una stuoia in giunco, che in seguito divenne un telo di tessuto arrotolato su un tubo per mezzo di un meccanismo più o meno complicato per far scendere o salire la tenda.
Con l’avvento del XX secolo inizia l’era moderna delle tende.

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